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Strada F208 verso Landmannalaugar - viaggio 4x4 in Islanda

Islanda 4x4: Landmannalaugar via F208 nord, Highlands senza estremismo

ARGOING TRAVEL JOURNAL · ISLANDA · HIGHLANDS 4X4 2026

Islanda 4x4: Landmannalaugar via F208 nord, Highlands vere senza fare gli eroi

Un viaggio da overlander vero: trasferimento su asfalto, sterrato nelle Highlands, paesaggi vulcanici, campeggio organizzato e un punto preciso dove fermarsi prima che il viaggio diventi una prova di coraggio inutile.

Di Stefano Scomparin · Argoing · Edizione 2026 · Percorso e regole verificati su Safetravel Iceland e Umhverfisstofnun, l’agenzia ambientale islandese.

L’Islanda è uno di quei Paesi che fanno un brutto scherzo a chi ama i 4x4: appena atterri, sembra che qualunque direzione sia quella giusta. Lava, montagne, sabbia nera, fiumi glaciali, piste che spariscono dietro un crinale. Viene voglia di girare il volante e andare dove sembra più selvaggio.

Ed è proprio qui che bisogna usare la testa. In Islanda il fuoristrada fuori dalle strade e dalle tracce riconosciute è vietato, e non per formalismo burocratico: il terreno vulcanico e la vegetazione hanno tempi di recupero lunghissimi. Le tracce lasciate da un veicolo possono restare visibili per anni o decenni. Quindi il bello non è “andare fuori strada”: il bello è che le strade delle Highlands sono già abbastanza spettacolari da non aver bisogno di inventarsi niente.

Per il primo viaggio islandese della serie Argoing ho scelto quindi una rotta molto precisa: Landmannalaugar via accesso settentrionale F208. È un itinerario da fare in estate, con un vero 4x4, tenendo conto delle aperture stagionali e verificando le condizioni il giorno stesso. La parte importante è che possiamo arrivare fino al parcheggio P1 senza dover trasformare i due guadi finali in un esame di maturità off-road.

Strada F208 verso Landmannalaugar nelle Highlands islandesi
F208 verso Landmannalaugar. Foto: Hansueli Krapf, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.
SCHEDA OPERATIVA · F208 NORD / LANDMANNALAUGAR

Da dove si parte, dove si arriva e chi contattare

Partenza consigliata: Hella o Hvolsvöllur, con trasferimento verso l’interno tramite Road 26 fino all’area di Hrauneyjar. Tratto Highlands: 208/F208 nord, con soste possibili a Hnausapollur e Frostastaðavatn. Ultimo tratto: F224 verso Landmannalaugar. Arrivo prudente Argoing: parcheggio P1 presso Námskvísl, prima dei due guadi finali, poi ponte pedonale verso l’area principale.

Perché questo percorso esiste: Fjallabak è da secoli una zona di passaggio e di raccolta stagionale del bestiame. Landmannalaugar era un tradizionale punto di sosta per i “mountain men”; la vecchia Landmannaleið fu segnalata con centinaia di ometti già tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Oggi l’accesso stradale serve il territorio protetto, i rifugi, il campeggio e i numerosi itinerari escursionistici.

Cosa vedere: paesaggi vulcanici delle Highlands, Hnausapollur, Frostastaðavatn, colate laviche, montagne di riolite, Brennisteinsalda, Bláhnúkur, sorgenti calde e l’area di partenza del celebre trekking Laugavegur.

Cosa aspettarsi: strada ruvida, buche, pietre, vento, meteo molto variabile e apertura stagionale non garantita. La F208 nord fino al P1 è la scelta più prudente; i due guadi finali non sono necessari per raggiungere Landmannalaugar a piedi.

Verifica strada: Icelandic Road and Coastal Administration, servizio traffico 1777, attivo tutti i giorni 06:30–22:00. Informazioni aggiornate: umferdin.is e vegagerdin.is. Centralino IRCA: +354 522 1000.

Area protetta / ranger: Náttúruverndarstofnun: +354 556 6800, email nattura@nattura.is. Il contatto ranger Fjallabak pubblicato dall’ente per informazioni locali è +354 822 4083, email fjallabak.ranger@ust.is.

Parcheggio Landmannalaugar: il sistema di prenotazione viene gestito tramite il portale ufficiale/Parka nelle finestre stagionali stabilite dall’ente. Poiché date e orari possono cambiare di anno in anno, verificare sempre la pagina ufficiale prima di partire: prenotazioni Landmannalaugar.

Sicurezza: SafeTravel pubblica allerte e indicazioni per le Highlands: safetravel.is. Email: safetravel@safetravel.is. Emergenze: 112; numero alternativo indicato da SafeTravel in caso di problemi di rete: 599-0112.

Regola Argoing: la F208 va controllata il giorno stesso. Una strada indicata sulla mappa non è automaticamente aperta; se è chiusa non si entra, e non si aggira la chiusura passando fuori traccia.

1. Il viaggio in sintesi: Highlands sì, estremismo no

Il viaggio che propongo parte dall’area di Reykjavík o, meglio ancora, da Hella/Hvolsvöllur se vogliamo ridurre il trasferimento del primo giorno. Si entra gradualmente verso l’interno seguendo strade asfaltate e poi sterrate fino all’area di Hrauneyjar, che è un ottimo punto logistico prima di entrare seriamente nelle Highlands.

Da qui la rotta prosegue verso la 208/F208 in direzione Landmannalaugar, attraversando un paesaggio che sembra costruito apposta per spiegare la geologia islandese: lava, crateri, laghi, montagne dai colori impossibili e strade che si infilano nel nulla.

Il punto chiave è questo: l’ente ambientale islandese specifica che l’accesso a Landmannalaugar avviene tramite F208 e, negli ultimi 2,5 km, F224. Subito prima dell’area principale ci sono due guadi. Per SUV più piccoli o guidatori poco esperti viene espressamente raccomandato di fermarsi al parcheggio P1, prima dei guadi, e proseguire a piedi sul ponte pedonale.

Nota di Stefano
Questa è una di quelle rare occasioni in cui il consiglio ufficiale coincide perfettamente con il buon senso: se puoi arrivare nello stesso posto con il mezzo intero e i tappetini asciutti, non hai l’obbligo morale di infilarti nell’acqua solo perché hai scritto “4x4” sul portellone.

2. Perché scegliere l’accesso nord

Landmannalaugar può essere raggiunta da direzioni diverse, ma non tutte hanno lo stesso livello di difficoltà. L’accesso nord permette di costruire un itinerario molto più adatto a chi vuole vivere le Highlands senza cercare guadi profondi o piste impegnative.

Il percorso resta comunque una strada di montagna islandese: fondo variabile, buche, pietre, vento forte e meteo che cambia rapidamente. Safetravel ricorda che le F-road sono molto diverse dalle strade normali, che non tutti i 4x4 sono adatti a tutte le F-road e che alcune richiedono mezzi molto più preparati di altre.

Questo è il motivo per cui non scriverò mai “F-road = basta un SUV”. Alcune sì, altre assolutamente no. Il mezzo va scelto sulla strada specifica e sulle condizioni del momento.

3. Giorno 1: Reykjavík o Hella → Hrauneyjar

Il primo giorno serve a entrare nel ritmo islandese. Da Reykjavík possiamo scendere verso sud-est e poi deviare nell’interno, oppure partire già dall’area di Hella/Hvolsvöllur. L’obiettivo non è fare chilometri “per portarsi avanti”: è arrivare alla porta delle Highlands con carburante, acqua, cibo e mezzo controllato.

Hrauneyjar è strategica perché si trova vicino all’accesso delle strade d’interno ed è uno degli ultimi punti dove conviene ragionare con mentalità logistica. Prima di proseguire controllerei pressione gomme, fissaggi, carburante e meteo.

Una cosa importante in Islanda è non confondere la presenza di una strada sulla mappa con la garanzia che sia aperta. Le strade delle Highlands hanno aperture stagionali variabili e possono chiudere anche in estate per condizioni sfavorevoli. Safetravel rimanda esplicitamente al servizio ufficiale di viabilità per verificare l’apertura prima di entrare.

Regola Argoing · controllo prima di entrare

Prima di lasciare l’asfalto: condizioni strada, meteo, carburante, autonomia, pressione gomme, fissaggi del carico e possibilità reale di tornare indietro. Se una strada è chiusa, è chiusa. Non esiste il concetto “provo e vedo”.

4. Giorno 2: Hrauneyjar → 208/F208 → Hnausapollur

Il secondo giorno entra nel vivo. La 208/F208 attraversa un ambiente vulcanico che cambia colore continuamente. Il fondo può alternare tratti scorrevoli a sezioni più sconnesse, ma il viaggio non richiede velocità: richiede lettura del terreno.

Lungo la rotta possiamo fermarci in punti consentiti e raggiungere a piedi belvedere e aree di interesse. Uno dei più spettacolari è Hnausapollur, un lago craterico che si apre improvvisamente in mezzo al paesaggio scuro delle Highlands.

Hnausapollur lungo la strada 208 F208 verso Landmannalaugar
Hnausapollur lungo la 208/F208. Foto: Hansueli Krapf, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

Qui capiamo anche perché l’Islanda vieta in modo così netto l’uscita dalle tracce. Il terreno è apparentemente duro, ma può essere fragilissimo. Una deviazione di cinquanta metri per “fare la foto col mezzo davanti al cratere” può lasciare un segno che rimane molto più a lungo del nostro viaggio.

5. Frostastaðavatn: il paesaggio che sembra finto

Avvicinandoci a Landmannalaugar, la zona di Frostastaðavatn è una delle più scenografiche. Le montagne iniziano a mostrare tonalità più chiare e il contrasto fra acqua, lava e vegetazione crea quel tipo di panorama che in fotografia sembra eccessivamente elaborato.

Qui bisogna resistere alla tentazione di correre. Le strade delle Highlands sono strette, hanno dossi ciechi e possono essere percorse da altri 4x4, bus, mezzi di servizio e ciclisti. Safetravel raccomanda di rallentare sui dossi ciechi e tenersi sul lato destro.

Paesaggio vulcanico lungo la F208 verso Landmannalaugar in Islanda
Paesaggio vulcanico lungo la F208 verso Landmannalaugar. Foto: Caspar Gutsche, licenza Creative Commons, via Wikimedia Commons.

6. Arrivo a P1: qui finisce il viaggio in auto, se vogliamo essere intelligenti

Gli ultimi chilometri verso Landmannalaugar seguono la F224. Poco prima dell’area principale ci sono due guadi. L’agenzia ambientale islandese è molto chiara: per SUV piccoli e guidatori inesperti è consigliato parcheggiare nella zona nord P1 e attraversare a piedi sul ponte.

Questa è la scelta che propongo come standard Argoing per un viaggio “medio, non estremo”. Non perché un Hilux o un Land Cruiser non possano attraversare acqua, ma perché il livello e la corrente dei fiumi cambiano continuamente.

Safetravel ricorda inoltre che i danni provocati durante un guado possono non essere coperti dall’assicurazione, e che profondità e corrente cambiano rapidamente. Se non siamo certi, la raccomandazione ufficiale è semplicemente girarsi o aspettare.

7. Il guado: la cosa più importante è sapere quando NON farlo

Non voglio trasformare questo articolo in un tutorial per attraversare fiumi glaciali, perché sarebbe irresponsabile far sembrare una procedura standard qualcosa che dipende da profondità, portata, fondo, temperatura, esperienza e veicolo.

Le indicazioni Safetravel sono utili per capire il problema: i fiumi possono diventare rapidamente impraticabili, l’acqua può nascondere grandi rocce, la corrente può aumentare durante la giornata. La regola più importante resta quindi una: se hai un dubbio serio, non attraversare.

Nota di Stefano
Il guado non sa che hai montato lo snorkel. E soprattutto lo snorkel non rende impermeabili centraline, alternatore, differenziali, cambio, porte e sedili. Quindi “ho lo snorkel” non è una strategia di attraversamento.

8. Landmannalaugar: lasciare il mezzo e camminare è parte del viaggio

Landmannalaugar è circondata da montagne di riolite dai colori quasi irreali e da numerosi sentieri. Il Laugavegur parte proprio da qui, ma non serve trasformare il viaggio 4x4 in un trekking di quattro giorni per godersi il posto.

Possiamo lasciare il mezzo, camminare qualche ora, raggiungere punti panoramici e tornare al campo. È un principio che vorrei caratterizzasse tutti i Travel Journal Argoing: il 4x4 non serve a portarci fino all’ultimo metro. Serve a portarci vicino a luoghi che poi meritano di essere vissuti a piedi.

Nel periodo estivo più frequentato l’area utilizza un sistema di prenotazione/parcheggio e la disponibilità può esaurirsi. Le regole e gli orari possono cambiare, quindi vanno verificati sul sito ufficiale prima della partenza.

9. Dove dormire: qui niente “wild camping da influencer”

Landmannalaugar dispone di campeggio organizzato e rifugio. Nel Fjallabak Nature Reserve sono presenti anche strutture a Landmannahellir e Hrafntinnusker, con regole specifiche.

L’agenzia ambientale islandese specifica che nel Fjallabak non si deve campeggiare fuori dai campeggi senza consultare un ranger. Più in generale, per camper, caravan, tent trailer e veicoli simili, il pernottamento fuori dalle aree organizzate non è consentito senza il permesso del proprietario o titolare del diritto sull’area.

Per chi usa una tenda tradizionale esistono alcune eccezioni generali nella legislazione islandese, ma le aree protette possono avere regole più restrittive. Quindi per questo itinerario consiglio semplicemente il campeggio organizzato. È più facile, più rispettoso e permette di usare servizi reali.

Mi piace molto l’idea del bivacco libero, ma mi piace ancora di più non trasformare la libertà in una scusa per ignorare le regole del Paese che ci ospita.

10. Il mezzo: cosa serve davvero

Per questo itinerario sceglierei un vero 4x4 con buona altezza da terra e pneumatici robusti. Non serve un superjeep preparato da spedizione polare se restiamo sull’accesso nord e non attraversiamo i guadi finali.

Safetravel sottolinea però che non tutte le F-road sono adatte a tutti i 4x4. Prima di noleggiare o partire con il proprio mezzo dobbiamo verificare che il veicolo sia autorizzato e adatto alla strada specifica.

Le priorità per me sono:

  • pneumatici con spalla adeguata e ruota di scorta in ordine;
  • compressore e kit di riparazione;
  • protezione sottoscocca ragionevole;
  • carico ben fissato;
  • navigazione offline;
  • abbigliamento da freddo e pioggia anche in estate;
  • autonomia di acqua e cibo superiore al minimo;
  • controllo meteo e viabilità prima di entrare.

11. Piastre paramotore: in Islanda hanno più senso di molti accessori “scenografici”

Il fondo delle Highlands può alternare pietra, buche e rocce sporgenti. Una protezione sottoscocca ben progettata può essere più utile di molti accessori estetici. Coppa olio, cambio, transfer e serbatoio sono componenti che non amano gli urti.

Questo è il tipo di viaggio dove una piastra paramotore o skid plate ha una funzione concreta: non ci autorizza a guidare più forte, ma ci dà un margine di protezione quando il fondo è peggiore del previsto.

12. Tenda da tetto: sì, ma prepariamoci al vento

L’Islanda è un buon posto per usare una tenda da tetto, ma non sempre è un posto comodo. Il vento può essere molto forte, le temperature possono scendere anche in estate e la pioggia arriva lateralmente con un entusiasmo impressionante.

Una tenda rigida, ben fissata e con profilo aerodinamico contenuto può avere senso. Ma va verificata la portata dinamica del tetto o dell’hard top, la portata delle barre e il peso totale.

Nel catalogo Argoing abbiamo diverse soluzioni Wild Land e Autohome; la scelta per l’Islanda dovrebbe privilegiare rapidità di chiusura, resistenza al vento e gestione dell’umidità più che il numero di tasche interne.

Scienza del campo · il vento cambia tutto

Una tenda alta aumenta la superficie esposta. Con vento forte non conta solo la resistenza del telo: contano barre, fissaggi, orientamento del veicolo e possibilità di chiudere rapidamente. Se le condizioni peggiorano, il miglior accessorio è spesso la decisione di smontare il campo prima.

13. Pressioni gomme: niente numeri magici

Non darò una pressione “universale” perché sarebbe tecnicamente sbagliato. La pressione dipende da veicolo, carico, dimensione gomma, carcassa e velocità.

Sullo sterrato islandese può essere utile ridurre moderatamente la pressione rispetto all’asfalto per aumentare comfort e capacità di assorbire le asperità, ma sempre rispettando i limiti della gomma e del carico. Se abbassiamo la pressione dobbiamo anche ridurre la velocità e poter rigonfiare prima del ritorno su strada veloce.

Un compressore decente, in un viaggio del genere, è più utile del quinto gadget USB.

14. Il meteo islandese: quattro stagioni prima di pranzo

Nel Fjallabak la temperatura media di luglio è indicata intorno ai 7–8 °C e condizioni invernali possono verificarsi in qualunque periodo dell’anno. Questo non significa che nevicherà ogni giorno d’estate, ma significa che dobbiamo preparare il viaggio con margine.

Vento, pioggia e freddo cambiano molto la percezione della difficoltà. Una strada facile con cielo sereno può diventare faticosa con vento laterale, nebbia e temperatura bassa.

La preparazione deve quindi comprendere abbigliamento impermeabile, strati termici, guanti e un piano B. La montagna islandese non ha alcun interesse per il fatto che abbiamo prenotato l’aereo di ritorno.

15. Off-road vietato: questa regola va presa sul serio

L’Islanda vieta la guida fuori strada/traccia. Il motivo è ambientale: i suoli vulcanici sono facilmente segnati e la stagione vegetativa è molto breve. I solchi possono favorire l’erosione e diventare a loro volta “tracce” seguite da altri veicoli, moltiplicando il danno.

L’agenzia ambientale ricorda esplicitamente che, se non è possibile proseguire sulla strada, bisogna camminare o tornare indietro. Non si aggira l’ostacolo passando sul terreno circostante.

È una regola che condivido completamente. In un Paese del genere il rispetto della traccia è parte dell’esperienza 4x4, non una limitazione.

16. Giorno 3: camminare, respirare e non ripartire subito

Il terzo giorno lo lascerei quasi interamente a Landmannalaugar. Camminata, fotografie, sorgenti, pranzo senza fretta e magari una seconda notte in campeggio.

La tentazione di “fare anche un’altra F-road” è forte, ma spesso rovina il viaggio. In tre giorni abbiamo già avuto asfalto, sterrato, Highlands, crateri e montagne colorate. Non serve aggiungere un guado o un’altra pista solo per aumentare il conteggio.

È lo stesso criterio che uso nei progetti 4x4: un accessorio in meno, se non serve, può migliorare il mezzo. Un tratto in meno, se ci permette di vivere meglio il posto, può migliorare il viaggio.

17. Giorno 4: ritorno sulla stessa direttrice

Per un viaggio non estremo propongo di rientrare dalla stessa direttrice nord. Non è la soluzione più “avventurosa” sulla mappa, ma ci evita di trasformare il rientro in una concatenazione di guadi e piste più impegnative.

Il ritorno permette inoltre di vedere lo stesso paesaggio con luce diversa. In Islanda questo conta moltissimo: una valle grigia al mattino può diventare completamente dorata poche ore dopo.

18. Quanto è difficile davvero?

Con strada aperta, meteo buono, veicolo appropriato e accesso nord fino a P1, considero questo itinerario nella fascia facile/medio per un guidatore già abituato a sterrati. Non è una strada cittadina, ma nemmeno una spedizione estrema.

La difficoltà sale rapidamente se decidiamo di attraversare fiumi, proseguire su itinerari più tecnici o guidare con meteo deteriorato.

Per questo la classificazione vale solo per la rotta descritta e nelle condizioni adatte. Una F-road islandese non ha una difficoltà immutabile come una scala di cemento.

19. Noleggio o veicolo proprio?

Portare il proprio 4x4 in Islanda via traghetto permette di avere allestimento e attrezzatura conosciuti, ma richiede tempo e costi. Noleggiare sul posto è più semplice logisticamente, ma bisogna leggere molto bene le condizioni contrattuali.

La cosa fondamentale è che il contratto consenta esplicitamente l’uso sulla F-road prevista. E per i guadi bisogna ricordare che l’assicurazione può non coprire i danni derivanti dall’attraversamento dei fiumi.

Quindi chiedere “è 4x4?” non basta. Bisogna chiedere “è autorizzato su F208?” e leggere la risposta scritta.

20. Checklist Argoing per questo viaggio

  • verifica apertura F208/208 il giorno della partenza;
  • prenotazione/parcheggio Landmannalaugar se richiesta nel periodo scelto;
  • 4x4 autorizzato sulla strada;
  • ruota di scorta o sistema di riparazione serio;
  • compressore;
  • abbigliamento impermeabile e termico;
  • navigazione offline;
  • acqua e cibo con margine;
  • carburante prima delle Highlands;
  • telefono carico e informazioni Safetravel;
  • nessuna uscita dalla traccia;
  • campeggio solo dove consentito;
  • piano B se meteo o strada peggiorano.

21. La conclusione di Stefano

L’Islanda è perfetta per capire cosa significa davvero overlanding. Non perché serva sempre superare ostacoli, ma perché ci obbliga a rispettare ambiente, meteo, autonomia e limiti del mezzo.

Landmannalaugar via F208 nord è, secondo me, un ottimo primo assaggio: abbastanza selvaggia da farci sentire lontani, abbastanza accessibile da non trasformare la vacanza in un corso di sopravvivenza.

E soprattutto insegna una cosa importante: il viaggio migliore non è quello in cui abbiamo usato tutte le capacità del 4x4. È quello in cui abbiamo saputo quali capacità non serviva usare.

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Fonti ufficiali e crediti

Nota importante: le condizioni delle F-road cambiano rapidamente. Aperture, restrizioni, prenotazioni e percorribilità devono essere controllate sulle fonti ufficiali immediatamente prima del viaggio. Questo articolo descrive un itinerario prudente e non sostituisce valutazioni sul posto.

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