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Strada militare del Monte Jafferau - itinerario 4x4 sopra Bardonecchia

Jafferau, Foens e Pramand: 46 km di strada militare 4x4 sopra Bardonecchia

ARGOING TRAVEL JOURNAL · ALTA VALLE DI SUSA · 4X4 2026

Jafferau, Foens e Pramand: 46 km di strada militare 4x4 sopra Bardonecchia

Una vera strada militare d’alta quota, 36 km di sterrato, forti di fine Ottocento, la Galleria del Seguret e panorami enormi sull’Alta Valle di Susa. Non è trial estremo, ma è un itinerario da affrontare con un vero 4x4, meteo buono e regole 2026 controllate prima di partire.

Di Stefano Scomparin · Argoing · Regolamentazione estate 2026 verificata su Bardonecchia Turismo e Comuni interessati.

Ci sono strade nate per il turismo e strade nate perché qualcuno, più di un secolo fa, aveva bisogno di portare uomini, munizioni, materiali e artiglieria dove oggi noi andiamo per vedere il panorama. La strada militare dello Jafferau appartiene alla seconda categoria. Questo cambia completamente il modo in cui la si percepisce: non è una pista costruita per divertirsi con il 4x4, ma un’infrastruttura militare che oggi permette di entrare in uno dei paesaggi storici più spettacolari dell’Alta Valle di Susa.

Il percorso ufficiale denominato “Giro dei Forti – Galleria dei Saraceni” parte e termina a Bardonecchia, quota circa 1.312 metri. L’ente turistico locale indica una lunghezza complessiva di 46 km, di cui circa 10 asfaltati e 36 sterrati. La strada mette in comunicazione il settore del Forte Foens, il Monte Jafferau, la zona del Pramand e la Galleria del Seguret. È una giornata intera se la vogliamo vivere bene, non una prova speciale da chiudere in due ore.

Tornante sulla strada militare del Monte Jafferau verso il Forte Jafferau
Un tornante della strada militare dello Jafferau. Foto: Gigillo83, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons.

1. Da dove si parte e dove si arriva

Partenza consigliata: Bardonecchia. La cittadina è il punto logistico più semplice: carburante, alimentari, strutture ricettive, Ufficio del Turismo e Polizia Locale. L’itinerario ufficiale è ad anello e riporta Bardonecchia sia come partenza sia come arrivo.

Dal paese si sale verso le frazioni Millaures e Gleise. La documentazione turistica ufficiale indica di proseguire fino al tornante dove compare la deviazione sterrata per il Forte Foens. Da qui cambia il viaggio: il rumore dell’asfalto sparisce, la strada sale nel bosco a tornanti e poi si distende a mezza costa verso le opere militari.

La parte alta porta verso Col Basset e il settore dello Jafferau. A seconda della configurazione della viabilità e delle ordinanze vigenti, il giro collega la ex strada militare n. 218 del Pramand/Seguret/Frejusia e Monte Jafferau. Il punto essenziale è uno: non si segue una traccia GPX vecchia come se fosse una legge. Si segue la regolamentazione dell’anno in corso e la segnaletica sul posto.

2. Regole 2026: quando è legale passare

Per l’estate 2026 Bardonecchia Turismo indica che la strada è aperta ai mezzi motorizzati dal 1° giugno al 30 settembre soltanto il mercoledì e il sabato, e sempre a condizione che la situazione meteo-nivologica lo consenta. La pagina ufficiale ricorda inoltre che la prosecuzione sulla strada militare n. 218 è soggetta alle ordinanze dei Comuni di Bardonecchia, Oulx e Salbertrand.

Questo significa che non basta leggere “mercoledì” sul calendario. Una frana, neve residua, lavori o un’ordinanza temporanea possono rendere il percorso non transitabile. La sera prima e, se possibile, la mattina stessa bisogna verificare.

Autorizzazioni e verifica percorribilità — contatti ufficiali 2026

Ufficio del Turismo Bardonecchia
Palazzo delle Feste, Piazza Valle Stretta 1, Bardonecchia
Tel. +39 0122 99032
Email: info.bardonecchia@turismotorino.org
Sito: bardonecchia.it – Giro dei Forti

Polizia Locale Bardonecchia
Piazza De Gasperi 1, Bardonecchia
Tel. 0122 909971
Email: vigili@bardonecchia.it
Sito: Comune di Bardonecchia – Polizia Locale

Polizia Locale Oulx
Piazza Garambois 1, Oulx
Tel. 0122 831102 – interno 5
Email: polizia.locale@comune.oulx.to.it
Sito: Comune di Oulx – Polizia Locale

Comune di Salbertrand
Piazza Martiri della Libertà 1, Salbertrand
Centralino: +39 0122 854595
Email: info@comune.salbertrand.to.it
Sito: comune.salbertrand.to.it

Importante: la pagina turistica ufficiale 2026 disciplina l’accesso tramite calendario e condizioni di apertura; non indica un normale permesso individuale da acquistare per questo giro. Per deroghe, dubbi o accessi particolari bisogna rivolgersi direttamente agli enti sopra indicati.

3. Perché esiste questa strada

La risposta è militare. Fra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento l’Alta Valle di Susa era uno dei settori strategici del confine occidentale italiano. Forti, batterie, caserme, polveriere, teleferiche e strade di servizio dovevano collegare opere poste a quote che oggi sembrano assurde per una logistica quotidiana.

Il Forte Foens, a circa 2.200 metri, fu costruito fra il 1897 e il 1899. La Batteria dello Jafferau, culminante poco sotto la vetta, raggiunge circa 2.800 metri ed è indicata da Bardonecchia come una delle fortificazioni più alte delle Alpi. La strada serviva quindi a spostare materiali e uomini fra i diversi capisaldi.

Questo spiega anche la sua geometria: tornanti, lunghi traversi, passaggi scavati nella montagna e il celebre tunnel del Seguret. Non è un percorso nato seguendo la linea più comoda per un turista; segue le necessità operative di un sistema difensivo.

4. Forte Foens: la prima grande sosta

Dopo la salita iniziale nel bosco, il Forte Foens è uno dei luoghi dove vale la pena spegnere il motore. Le strutture residue raccontano una fortificazione costruita per controllare la valle e far parte della cintura difensiva d’alta quota.

Qui il viaggio cambia ritmo. Fino a pochi minuti prima siamo concentrati sul fondo e sulla traiettoria; poi ci troviamo davanti muri militari che hanno più di un secolo. È esattamente il tipo di esperienza che voglio nei Travel Journal Argoing: il 4x4 deve essere il mezzo che porta alla storia, non il protagonista che la copre.

5. Verso Col Basset e il Monte Jafferau

Superato il Foens, la strada prosegue in quota. Il paesaggio si apre e la vegetazione si riduce. Da qui in poi il meteo conta molto più di quanto possa sembrare a Bardonecchia. A 2.500–2.800 metri una giornata calda in valle può trasformarsi in vento, nebbia e temperatura molto bassa.

Strada militare dal Forte Jafferau verso Colle Basset nelle Alpi Cozie
La strada militare verso Colle Basset. Foto: Gigillo83, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons.

La vetta dello Jafferau non è il posto dove arrivare distratti. Il terreno è aperto, il bordo strada può essere esposto e la visibilità può cambiare rapidamente. Non è trial, ma è montagna vera. Il vantaggio di un 4x4 ben preparato è avere controllo, non andare forte.

Nota di Stefano

Se qualcuno ti dice che lo Jafferau “si fa con qualsiasi cosa”, la risposta corretta è: dipende dal fondo, dal meteo e dal conducente. Una strada militare a 2.800 metri non cambia natura perché un video su YouTube dura otto minuti.

6. La Galleria del Seguret, detta Galleria dei Saraceni

È probabilmente il punto più caratteristico del giro. La galleria attraversa la montagna sul collegamento militare fra i forti. È lunga, buia e può presentare fondo umido, detriti o condizioni variabili. Una buona illuminazione è indispensabile.

Prima di entrare verificherei sempre le condizioni segnalate dagli enti locali. Se il passaggio viene chiuso o sconsigliato, non esiste un diritto acquisito perché “sono venuto fin qui”. Si torna indietro o si segue l’eventuale deviazione autorizzata.

Una torcia frontale o portatile resta utile anche se il 4x4 ha fari supplementari. Se dobbiamo scendere dal mezzo per controllare qualcosa, una barra LED sul paraurti non ci segue.

7. Cosa ci si può aspettare davvero

Il sito turistico di Bardonecchia definisce il giro “stupendo e impegnativo”. È una descrizione corretta. Io lo collocherei nella fascia media per chi ha già esperienza di sterrato alpino e usa un 4x4 con altezza da terra e pneumatici adeguati.

Ci si deve aspettare fondo pietroso, buche, canali, tornanti, tratti stretti, possibili incroci difficili e una quota elevata. Dopo pioggia o lavori il fondo può cambiare. Alcuni tratti sono esposti e richiedono concentrazione.

Non ci si deve aspettare, invece, un percorso da trial con ostacoli costruiti, fango artificiale o necessità di blocchi differenziali per principio. L’obiettivo è percorrere una strada storica, non dimostrare qualcosa agli altri.

8. Che 4x4 userei

Pick-up come Hilux, Ranger, D-Max, Navara o veicoli come Land Cruiser, Wrangler, Pajero e Patrol sono perfettamente nel loro ambiente, purché il mezzo sia in ordine e non sovraccarico.

Le priorità sono pneumatici All-Terrain robusti, ruota di scorta vera, compressore, kit riparazione, protezione sottoscocca se gli organi meccanici sono esposti, recovery base e carico ben fissato. Un verricello può essere utile, ma non è un lasciapassare per affrontare condizioni chiaramente sbagliate.

Chi viaggia con hard top e tenda deve ricordarsi del baricentro. In alta quota, nei traversi e nei tornanti, un tetto caricato male si sente molto più che in autostrada.

9. Dove fermarsi e cosa vedere

  • Bardonecchia: base logistica e punto storico dell’alta valle.
  • Millaures e Gleise: borgate di accesso al settore dello Jafferau.
  • Forte Foens: opera militare di fine Ottocento.
  • Col Basset: ambiente aperto e vista sulle montagne circostanti.
  • Batteria dello Jafferau: resti della fortificazione d’alta quota.
  • Galleria del Seguret: uno dei passaggi più iconici della strada militare.
  • Forte Pramand: altra grande opera del sistema difensivo dell’Alta Valle di Susa.

Le opere militari non sono parchi giochi. Dove l’accesso agli interni è vietato o sconsigliato bisogna rispettarlo: strutture vecchie possono avere solai instabili, pietre, ferri, aperture non protette e zone pericolose.

10. Paesi e luoghi fuori dal turismo veloce

Una delle cose migliori di questo itinerario è che permette di uscire dalla logica “parcheggio–foto–ripartenza”. Le borgate di Millaures e Gleise, e più in generale l’Alta Valle di Susa fuori dagli assi principali, meritano tempo. Piccoli nuclei alpini, architettura tradizionale e strade secondarie raccontano molto più del territorio di quanto possa fare una stazione di servizio sull’autostrada.

Se abbiamo un giorno in più, vale la pena aggiungere Salbertrand e il suo territorio, senza trasformare però ogni strada forestale in un’estensione del giro. Le piste non comprese negli elenchi autorizzati non diventano legali perché sono disegnate sulla mappa.

11. Rischi veri: quota, meteo, esposizione e isolamento

Il rischio principale non è la difficoltà tecnica estrema. È la combinazione di quota, meteo, isolamento e fondo. A quasi 2.800 metri un temporale cambia rapidamente la temperatura, la nebbia può ridurre la visibilità e un tratto facile può diventare molto meno piacevole.

La rete telefonica non deve essere considerata garantita in ogni punto. Bisogna informare qualcuno del percorso, avere mappe offline e non partire con autonomia carburante al limite.

Il numero unico di emergenza è 112. Bardonecchia pubblica inoltre i riferimenti locali del Soccorso Alpino: 334 7373902 e 0122 902071. In emergenza il canale principale resta il 112.

12. Fauna: lupi, ungulati e animali al pascolo

Nelle Alpi piemontesi il lupo è presente. Regione Piemonte e Piemonte Parchi ricordano però che normalmente evita l’uomo e che non considera le persone una preda. Se capita un incontro, non bisogna avvicinarsi, inseguire l’animale o lasciare cibo.

Più probabili sono incontri con marmotte, camosci, caprioli o altri ungulati. Il rischio pratico è soprattutto stradale: un animale che attraversa improvvisamente su una pista stretta può creare una situazione pericolosa. Velocità bassa e attenzione sono la soluzione.

Se viaggiamo con un cane, meglio tenerlo sotto controllo e al guinzaglio quando si scende dal mezzo. Nei pascoli possono inoltre esserci cani da guardiania: non attraversiamo il gregge con il cane libero e lasciamo spazio agli animali.

13. Quando rinuncerei

Con temporali forti previsti, neve recente, nebbia fitta, fondo dichiarato deteriorato o ordinanza di chiusura non partirei. Anche un veicolo molto preparato non trasforma una decisione sbagliata in una buona idea.

Rinuncerei anche con un mezzo sovraccarico o con gomme stradali molto usurate. Una strada d’alta quota non è il posto ideale per scoprire che il carico ha portato il pick-up al limite dell’asse posteriore.

14. Tempi: perché non bisogna correre

I 46 km complessivi non devono ingannare. Su asfalto sono una distanza banale; su una strada militare d’alta quota diventano una giornata ricca. Le soste ai forti, le fotografie, gli incroci, la Galleria del Seguret, il fondo irregolare e i controlli sul mezzo allungano naturalmente i tempi.

Partire presto permette di avere margine per fermarsi, tornare indietro se cambia il meteo e non ritrovarsi sulla parte alta a fine giornata. Io preferisco arrivare a Bardonecchia con due ore di luce avanzate piuttosto che trasformare gli ultimi chilometri in una corsa contro il tramonto.

Questo vale soprattutto se viaggiamo in famiglia o con persone non abituate alla quota: una pausa in più migliora il viaggio, non lo rallenta.

15. Checklist pratica prima di partire

  • controllare che sia mercoledì o sabato nel periodo 1 giugno–30 settembre;
  • telefonare all’Ufficio Turismo o alla Polizia Locale per confermare la percorribilità;
  • verificare meteo e condizioni nivologiche;
  • fare carburante prima della salita;
  • scaricare mappe offline;
  • controllare ruota di scorta, compressore e kit riparazione;
  • serrare il carico nel cassone e sul tetto;
  • portare acqua, giacca calda e antipioggia;
  • avere una torcia indipendente dai fari del veicolo;
  • non uscire dalla strada autorizzata;
  • rispettare pedoni, ciclisti, allevatori e fauna;
  • lasciare il percorso pulito come lo abbiamo trovato.

16. La conclusione di Stefano

Questo è esattamente il tipo di strada che voglio raccontare nel blog Argoing. Non perché sia estrema, ma perché porta lontano dall’asfalto e vicino a qualcosa che vale la pena conoscere: la montagna, la storia militare, le borgate e la sensazione di muoversi in un territorio vero.

Il Jafferau non richiede di essere trasformato in un trofeo. Richiede tempo, rispetto e un 4x4 preparato con criterio. Se la strada è aperta e il meteo è buono, è uno dei giri più belli che si possano fare in Piemonte. Se è chiusa, si torna un’altra volta. La montagna ha questa caratteristica straordinaria: non si offende se rimandiamo.

Preparare il 4x4 per una strada militare d’alta quota

Prima di partire controllerei soprattutto pneumatici, protezioni sottoscocca, recovery, carico e distribuzione dei pesi. Sul tetto solo ciò che serve davvero.

Piastre e protezioni ALMONT4WD · Guida Recovery 4x4

Fonti ufficiali e crediti

Verifica prima della partenza: ordinanze e condizioni possono cambiare. Questo articolo fotografa la regolamentazione disponibile per l’estate 2026; prima di partire bisogna sempre controllare le fonti ufficiali e la situazione reale sul posto.

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